CESSA IL BLOCCO DEGLI SFRATTI: BATTAGLIA DI CIVILTA’

“Roma, Napoli e Milano invocano il Governo affinchè emani un nuovo provvedimento per prorogare, su tutto il territorio nazionale, il blocco degli sfratti vigente fino allo scorso 31 dicembre e sarebbe il 31° a far tempo solo dal 1978 (legge equo canone).
Il Governo, sostiene APPE-Confedilizia Bergamo (con sede in Bergamo – via Paglia5), non confermando la proroga del blocco, che non è del resto mai servita realmente a risolvere i problemi abitativi, conseguirà invece importanti risultati sul piano del ristabilimento della fiducia. Serviranno invece veramente gli 866 milioni stanziati nel decreto casa per affitti, morosità e alloggi popolari. Se il Governo manterrà la posizione, senza cedere a facili quanto nocive pratiche demagogiche, si elimineranno forzature alla disciplina civilistica dovute all'interferenza di misure coattive, sia pur introdotte per ragioni sociali.
Quanto ai nuclei familiari con problemi abitativi, l’ultima volta che gli sfratti bloccati sono stati contati risultavano 2889 in tutto.
Attualmente si stima che gli sfratti interessati dalla eventuale proroga (devono ricorrere precisi requisiti: reddito molto basso, famiglie con presenza di anziani, minori, portatori di handicap) possano assommare a meno di 2.000.
E Bergamo è interessata da un (dico uno) caso.
Come si vede, pur avendo salutato positivamente la decisione di non emanare l’ennesima proroga degli sfratti, il blocco in se ha poca importanza, che assume invece dal punto di vista della fiducia dell’investitore. E vale la pena di ricordare che un nuovo blocco degli sfratti potrebbe essere dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale.
Perciò si dovrebbe intervenire, per il sussidio alle famiglie bisognose, con la solidarietà pubblica, attraverso il sistema dell'edilizia residenziale pubblica, che peraltro godrà di un finanziamento, come si diceva poco sopra, di 866 milioni, destinati in parte al recupero abitativo di alloggi popolari inutilizzati (200 milioni per il rifinanziamento del fondo per affitti; 266 milioni finanziamento del fondo per la morosita' incolpevole; 400 per le ristrutturazioni delle abitazioni di edilizia residenziale pubblica).
I Sindaci, anzichè scrollarsi di dosso il problema alloggiativo invocando ininfluenti blocchi degli sfratti, dovrebbero porre la propria attenzione e farla porre al Governo sul problema dell’insopportabile tassazione immobiliare, non più sostenibile, su una burocrazia inefficiente e insostenibile e su un sistema di aiuti sociali efficaci e a carico di tutti i cittadini e non di una sola categoria, del resto già provata e all’interno della quale esiste una vasta platea di problemi similari a quella dei pochi cittadini ai quali i Sindaci vorrebbero venire incontro senza risolvergli il problema alla radice.”

 

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